Il Lifting Liquido è una procedura non invasiva, per cui molto diversa dalla chirurgia. Talvolta i risultati possono essere sovrapponibili, ma questo dipende molto dalla situazione di partenza del paziente. Viene realizzato attraverso tecniche iniettive utilizzando sostanze che promuovono la produzione di nuovo collagene.

Se da un lato il lifting liquido ha tempi di recupero notevolmente ridotti, dall’altro risolve problematiche di minore entità rispetto al lifting chirurgico, ma che sono sempre rilevanti per chi desidera porvi rimedio. Ovvero, in particolare, a segni dell’età quali:
- Zigomi svuotati
- Guance che tendono a cedere verso il basso
- Rughe naso-labiali
- Rughe della marionetta
- Linea mandibolare poco definita con allargamento degli angoli posti accanto alle orecchie
- Occhiaie evidenti
- Tempie e zona pre-auricolare svuotata
Come si intuisce dal termine “to lift” l’obiettivo del lifting liquido è sollevare i tessuti del viso.
Il fatto che si fa uso di filler specifici che si iniettano in punti precisi del volto che agisce da trazione. Il fatto che siano filler, però non deve fare pensare che questa metodica gonfi il viso, tutt’altro: la parola corretta da tenere a mente è il riposizionamento dei tessuti, come se li si volesse “rimettere” al loro posto.
Classicamente, è possibile eseguirlo attraverso infiltrazioni di acido ialuronico in punti strategici, per ottenere da una parte il miglioramento delle zone di proiezione del viso quali zigomi, mento e angolo mandibolare e di conseguenza un effetto liftante dei tessuti.
I prodotti più moderni hanno un duplice effetto oltre al classico riempimento, hanno anche un’azione biostimolante, come ad esempio l’idrossiapatite di calcio, che vanno a stimolare quei processi metabolici i quali risultano rallentati dall’invecchiamento fisiologico della pelle. I risultati ottenuti sono la distensione della pelle e di restituire le linee ed i volumi del volto persi a causa del processo di invecchiamento cutaneo.


